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Museo di Leonardo da Vinci

Qin Memorie di un Impero

Qin Memorie di un Impero, l'arte dell'antica Cina. Il ritrovamento di importanti tesori archeologici a volte avviene in modo del tutto casuale; questo rese il ritrovamento ancora più sensazionale, quando nel marzo 1974, nella provincia della città di Xi'an, un contadino , nell'intento di scavare un pozzo per attingere l'acqua per l'irrigazione dei campi, trovò a 5 metri di profondità la testa di terracotta di un guerriero. Riportò l'accaduto e il reperto alle autorità del luogo che a loro volta informarono Pechino. In poco tempo vennero scavati altri pozzi per analizzare il luogo e nel 1976 venne scoperto ciò che doveva diventare la più importante scoperta del XX° secolo.

 

 

 

   

 

 

L'ESERCITO DI TERRACOTTA:

L'esercito è costituito da circa 8000 statue in terracotta raffiguranti guerrieri dell'esercito imperiale, ognuno diverso dall'altro, realizzati con impressionante realismo. I guerrieri, infatti sono stati immortalati con le eventuali mutilazioni, deformazioni e addirittura con i difetti come il labbro leporino, uno sfregio o cicatrice come dovevano avere i modelli originali in vita. Tutti hanno l'aria triste, mesta, nobile e dignitosa. Proteggono il “Palazzo delle Tenebre” che sta dietro a loro e vegliano colui che è lì sepolto; a giudicare dai volti, un uomo che sembrano ancora ammirare dopo ventidue secoli. Ogni guerriero è diverso dall'altro, varie sono le acconciature e varie sono le uniformi e le fatture delle corazze a sottolineare che la guardia imperiale era composta da combattenti ( i migliori ) provenienti dai vari eserciti di tutta la Cina. Si tratta di statue alte da 1,75 a 1,95 m., stranamente molto alte rispetto all'altezza media cinese dell'epoca, realizzate internamente piene nella parte inferiore e vuote nella parte sovrastante, per dare maggiore equilibrio e stabilità alle opere. Ognuna di loro pesa intorno ai 200 Kg.. La tecnica usata per realizzare le sculture consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) per poi completarle con l'aggiunta di gambe e braccia. La struttura veniva poi ricoperta da blocchetti di argilla per creare le armature ed infine veniva collocata la testa. L'esercito è composto da guerrieri armati di lance e spade, da arcieri, fanti, alabardieri e da varie altre figure a servizio dei combattenti come ad esempio i servitori, i mandarini, i musicisti e le concubine, da 100 carri trainati da 4 cavalli, dai cocchieri e da oggetti della vita quotidiana come vasi ed utensili. Le armi costruite in legno e ferro sono andate per la quasi totalità perdute perché erose o deteriorate nel tempo; rimangono intatte invece tutte le parti, come le punte delle lance e delle frecce, realizzate in bronzo. L'esercito è disposto su tre file da 70 balestrieri e arcieri ciascuna, dietro a loro i guerrieri disposti su 36 file da 150 uomini ciascuna. Ogni squadra di quattro file è assistita da un carro montato da un auriga e un arciere e trainato da quattro cavalli. Il fianco settentrionale e occidentale sono occupati da una fila di guerrieri che guarda l'esterno come per avvisare di un eventuale attacco. L'esercito è disposto in assetto pronto per la battaglia.

 

L'IMPERATORE:

Qin Shi Huang Di nacque nel 259 a.C.. Alla morte del padre, all'età di tredici anni, salì al trono assistito dalla madre e dal primo ministro fino all'età di ventidue anni, quando esercitò direttamente il so potere sull'impero. Fu il primo Imperatore della società feudale cinese e adottò una serie di misure per promuovere lo sviluppo della società, dell'economia e della cultura, come ad esempio l'unificazione della moneta, dei caratteri di scrittura e delle unità di misura. E' stato l'Imperatore che ha maggiormente contribuito all'unificazione della Cina: Nel 221 a.C. Unificò i regni di Qi, Chu, Yan, Hann, Zhao, Wei e Qin fino ad allora in guerra tra loro. Fondando l'impero cinese assunse il titolo di “ Primo Augusto Sovrano Qin”. Per definire i confini di questo nuovo grande regno ordinò che le mura difensive che fino ad allora separavano i vari regni in conflitto, venissero ricostruite e collegate lungo tutto il territorio per collegare e prevenire le aggressioni delle minoranze della Cina settentrionale. L'iniziativa che avrebbe dato origine alla Grande Muraglia Cinese. Queste grandi opere fecero dell'Iperatore Qin uno dei più grandi politici della storia cinese. L'immortalità costituiva una delle preoccupazioni principali dell'Imperatore che per tutta la sua vita organizzò numerose spedizioni per terra e mare, alla ricerca del famoso elisir di lunga vita. Documenti storici riferiscono che l'Imperatore aveva una morbosa paura della morte. Si spostava continuamente nel suo palazzo reale che era composto da ben diecimila stanze e non dormiva mai nella stessa camera due volte di seguito per la paura che gli spiriti maligni potessero ucciderlo. Probabilmente questa sua fobia lo indusse a costruire il mausoleo con l'esercito di terracotta pronto a difenderlo per l'eternità. L'Imperatore Qin fu anche eccessivamente crudele. Per controllare le menti delle persone del suo popolo, adottò misure repressive quali l'incendio dei libri e il seppellimento dei letterati che non corrispondevano ai criteri governativi dettati. L'Imperatore Qin morì nel 210 a.C..

 

LA TOMBA:

Il Mausoleo, a cui lavorarono circa 700,000 uomini provenienti da tutto il paese per circa 10 anni, è posto a un chilometro a nord del Monte Lishan alla periferia da Xi'an, nella provincia dello Shaanxi, copre una superficie di 56,000 metri quadrati. La base della struttura è pressoché quadrata, con una lunghezza da sud a nord di 350 metri, da est a ovest di 345 metri. Attraverso numerose ricerche, gli archeologi cinesi hanno scoperto che intorno al Mausoleo sono sparse circa 5,000 fra fosse per il corredo funebre e tombe di dignitari e operai che lavorarono alla sua realizzazione. Fra le fosse con il corredo funebre si trovano quelle con carrozze e cavalli di bronzo; simbolo dei mezzi di trasporto utilizzati dall'imperatore, una fossa stalla, che indica l'allevamento dei cavalli a corte e fosse con l'esercito dei guerrieri simbolo delle enormi forze militari della dinastia Qin. Attualmente dalle fosse sono stati portati alla luce 500 guerrieri di terracotta, 18 carrozze in legno e oltre 100 cavalli in terracotta. Meno di un terzo della fossa n° 1 è stata conservata sterrata ed è stata restaurata, I due terzi posteriori sono stati parzialmente sterrati, catalogati, e nuovamente ricoperti per conservarli e restaurarli in un secondo momento. A causa di motivi legati alla preservazione dei cimeli e per una miglior tutela del Mausoleo da parte del Governo, attualmente la Cina non intende ancora procedere con gli scavi della tomba principale del complesso. La fossa è divisa nel senso della sua lunghezza da 11 muri in mattoni sui quali anticamente poggiavano grandi travi che sostenevano il tetto. Queste furono ricoperte di stuoie in paglia di riso e poi con due metri di terra. Col passare dei secoli le travi si sono carbonizzate e la terra è crollata sui guerrieri rompendoli. Negli ultimi anni, dalle fosse collaterali sono emersi circa 50,000 cimeli storici, fra cui numerosi tesori come una carrozza interamente realizzata in bronzo. La camera funeraria dell'Imperatore , non ancora portata totalmente alla luce, sarebbe così profonda da attraversare tre livelli di falde acquifere, con pareti di bronzo e circondata da fiumi di cinabro,ovvero di solfato di mercurio che, per la filosofia taoista, sarebbe un attivatore energetico dell'immortalità. Meccanicamente al tempo furono fatti scorrere canali di mercurio per imitare il fluire del fiume Giallo e del fiume Azzurro. Un' enorme cupola di rame sta a rappresentare il cielo notturno. A proteggere il tutto dai predoni, vennero istallate delle balestre, pronte a colpire automaticamente. Le statue create per servire e proteggere l'Imperatore nell'aldilà erano disposte in complesse formazioni da battaglia con generali e ufficiali superiori schierati accanto alla cavalleria, agli aurighi, agli arcieri, ai balestrieri e alla fanteria, La maggior parte delle statue era sepolta nelle due camere sotterranee più grandi, in una terza fossa più piccola erano rappresentate le figure di comando dell'esercito. Nel 1987 il Mausoleo dell'Imperatore Qin Shi Huang Di di cui l'esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.

 

ORGANIZZAZIONE MILITARE:

L'esercito dell'Imperatore Qin poteva dirsi erudito nell'arte della guerra. I principi sulla strategie belliche e sull'organizzazione militare permisero all'imperatore e ai suoi generali di creare un nuovo esercito altamente specializzato, così potente da annientare gli altri regni belligeranti. Secondo gli esperti l'esercito di terracotta incarna gli antichi dettami dell'arte della guerra, dallo schieramento dei guerrieri alla disposizione dei ranghi, dalla qualità dell'arsenale all'efficienza dei trasporti

 

 

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segnalato da: Italia e Vacanza.
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